«Spazio ai giovani»

«Spazio ai giovani»

di Pietro Serra

Il suo motto è «Spazio ai giovani». Luca Ros, ventenne di Conegliano nella provincia di Treviso è già Perito per il Turismo nonché studente di Economia & Management all’università di Padova. Alle prossime elezioni del 28 e 29 marzo si presenterà nella lista elettorale a sostegno di Antonio De Poli con l’Udc a Treviso.

Luca, cosa ti ha spinto a candidarti e perché?

Il fattore principale è che noi giovani siamo soliti criticare la politica, relegandola a qualcosa di troppo distante da noi. Ma noi non abbiamo solo il compito di contestarla, abbiamo anche il dovere di metterci in gioco in prima persona. Per questo ho accettato la proposta di candidarmi, offrendo la speranza di un’alternativa che anche attraverso di me qualcosa possa cambiare.

Cosa vuoi dimostrare?

Accettando questa candidatura voglio dimostrare che anche un giovane può fare politica a certi livelli. Spesso è vero che la politica italiana non concede abbastanza spazi ai giovani. Ma vedere oggi un partito come l’Unione di Centro darmi questa possibilità, mi fa credere che qualcosa possa cambiare, mi fa credere che sia possibile una politica nuova e diversa. Una politica che non sia fatta solo di slogan o frasi ad effetto. Ma una politica seria e concreta. Ad esempio, mi chiedo che cosa si stia facendo per i giovani, per le famiglie, per i lavoratori precari o cassaintegrati. Si sta facendo qualcosa o si può fare di più?

A proposito di precari e cassaintegrati. Qual è la tua ricetta per sostenere queste persone?

Oggi l’emergenza è più incalzante anche a livello regionale. La proposta sarebbe quella di tagliare gli sprechi generati dalla cattiva politica e sostenere fattivamente chi ha perso il posto di lavoro o chi il lavoro non ce l’ha più. Solo nel Veneto contiamo un esercito di oltre 250 mila persone disoccupate. Per questo nel nostro programma abbiamo messo al primo posto l’emergenza occupazionale.

Affermavi precedentemente che forse non si sta facendo abbastanza per i giovani…

Esatto. Puntare sui giovani sembra ormai una questione di slogan ma così non dev’essere: si perderebbe una garanzia per l’Italia di domani! Oggi invece assistiamo a tagli sempre più pesanti all’istruzione pubblica. A questo ne consegue la fuga all’estero dei nostri migliori giovani che vanno alla ricerca di opportunità di lavoro che meriterebbero qui. Penso ad esempio alla difficoltà di chi rimane, di trovare un contratto serio che gli permetta di costruire un’esistenza serena, comprando casa e magari mettendo sù famiglia. Tutti bisogni che le generazioni prima di noi sono riuscite, pur con sacrifici e impegno, a soddisfare. Proprio per questo proporremo il “prestito per l’autonomia”, uno strumento per assegnare risorse concrete che il giovane destina agli studi, a cercare casa o a avviare un’attività imprenditoriale con l’obbligo di una restituzione rateale.

Cosa ci dici invece sulle politiche familiari?

Anche la famiglia deve essere sostenuta. Sostenerla vuol dire attuare una politica seria a favore dell’individuo, che ribadisca la centralità dell’uomo rispetto all’economia, che offra una serie di interventi a 360°: dalle politiche giovanili fino a quelle per gli anziani. La costruzione di nuovi asili e di stabili popolari ad affitto agevolato, l’erogazione di assegni familiari più consistenti, la possibilità di dedurre i costi dei figli a carico e un maggior sostegno economico alle famiglie che hanno un malato grave in casa, sono solo alcune misure che una Regione avanzata, proprio in quanto tale, dovrebbe attuare.

Per contattare il dirigente di Gioventù Cristiana

Per contattare il dirigente di Gioventù Cristiana su facebook, l’indirizzo è: http://www.facebook.com/pietro.serra88

Papa: Invidia e gelosia albergano anche nella Chiesa

Papa: Invidia e gelosia albergano anche nella Chiesa

L’invidia e la gelosia sono forme di debolezza umana che talora insidiano anche le persone religiose’. Lo ha detto Benedetto XVI nell’Udienza Generale di oggi, dedicata a San Bonaventura, il grande teologo francescano che fu ‘affascinato’ dalla radicalita’ evengelica della regola dettata dal Poverello di Assisi, ma dovette sperimentare poi anche amarezza dovute ai limiti umani dei suoi confratelli. Per il Papa, ‘la Chiesa e’ resa piu’ luminosa e bella dalla fedelta’ alla vocazione di quei suoi figli e di quelle sue figlie che sono chiamati ad osservare i consigli evangelici e testimoniano con uno stile di vita povero, casto e obbediente, che il Vangelo e’ sorgente di gioia e di perfezione’ .

Operai Vinyls all’Asinara, ecco il diario. Giovedì l’arrivo dei colleghi Alcoa

Operai Vinyls all’Asinara, ecco il diario. Giovedì l’arrivo dei colleghi Alcoa

Asinara, (La Nuova Sardegna) – I lavoratori dell’Alcoa di Portovesme hanno accolto l’invito: giovedì mattina una delegazione formata da circa 40 operai sbarcherà all’Asinara, sull’«isola dei cassintegrati» occupata dai colleghi della Vinyls di Porto Torres. I dettagli della trasferta sono ancora da mettere a punto, ma l’a ssemblea generale svoltasi ieri nella fabbrica del Sulcis ha risposto positivamente all’appello lanciato dall’Asinara: «Unitevi a noi». Intanto i lavorarori Vinyls continuano da cinque giorni il pacifico presidio nell’ex-isola carcere. Ecco, raccontato da loro stessi, come hanno trascorso il primo marzo, ora per ora.

1 marzo 2010


Ore 04.17: Il silenzio della notte è interrotto da un tonfo fragoroso. Sarà un sabotaggio? No, è Gianmario che cercando sua moglie Mariella e non trovandola, è caduto dal letto. Ci riaddormentiamo.

Ore 6: I ragazzi della cooperativa, purtroppo abituati a svegliarsi all’ora delle galline, ci buttano giù dai letti, portandoci un caffè, a dir la verità una lontana parvenza di questo. Il gusto era di acqua torbida, ma ci ha svegliati ugualmente.

Ore 6.30:
La nostra guida, il caprone Andria, ci porta verso una spiaggia da lui solo conosciuta: è il ritrovo di tutte le capre, noi pensiamo siano le sue fidanzatine.

Ore 7.30:
Un gruppo si avventura verso Cala Sabina. Qualcuno crede di essere Indiana Jones all’Asinara e si avventura in scarpe da tennis leggere. Un novello Toro Seduto, Pietro Marongiu, che Michele Cossu ci dice capo della tribù Hunkpapa, inneggia un rito propiziatorio per la risoluzione della nostra vertenza. Manitou, siamo sicuri, prenderà atto delle sue richieste.

Ore 9:
Cara zia Pietrina Fancellu in Desole… non si preoccupi, Pietro e Quirico dal giorno dell’equivoco, vanno d’amore e d’accordo.

Ore 10: Nuovi arrivi a Cala Reale. Gianni Nieddu, novello caronte, va a prendere i nuovi dannati e li porta in carcere. Sono 5.

Ore 11:
Viene a visitarci Giuseppe Grieco, prosindaco in pectore dell’Asinara, cioè uomo tutto fare dell’Ente parco. Si informa se c’è qualcosa di cui abbiamo bisogno. Questo avviene tutte le mattine. È in collegamento diretto con la sede amministrativa del parco e con la sede operativa dell’Ente guidata in maniera magistrale dall’ingegner Pier Paolo Congiatu. Ringraziamo tutto lo staff dell’Ente parco.

Ore 12.30:
Discussione con l’Ente foreste sulla nostra vertenza. Sono tutti barbaricini. Apprezziamo la loro saggezza e determinazione espressa in poche, semplici parole, che rimangono scolpite nelle nostre menti, come un’opera di Enrico Mereu, lo scultore dell’isola.

Ore 13.30:
Pranzo. In chiusura ringraziamo quella santa, perché lo sopporta, moglie di Pietro Marongiu, che ci ha mandato una torta di mele. Grazie a Margherita per aver fatto passare qualche minuto d’estasi alle nostre papille gustative.

Ore 14.30:
Finalmente! Una grandiosa notizia: gli operai dell’Alcoa si stanno organizzando per venirci a trovare. Pensiamo che sia giunta l’ora dell’unione delle lotte operaie di tutta la Sardegna. Visto che ci sono i pastori e altri lavoratori dell’i sola, pensiamo sia arrivata la riscossa dell’intera classe lavoratrice. Forse è un illusione o un sogno, ma i sogni aiutano a vivere meglio e a volte si avverano, e non è una frase di Marzullo.

Ore 14.45:
Andrea Spanu, il nostro eroe di internet, che ci permette di comunicare col mondo esterno, ci fa vedere le meraviglie che ha immortalato stamattina. È anche, e soprattutto, un grande fotografo. Riesce con le sue istantanee a descrivere i nostri stati d’animo di fronte a queste bellezze della natura.

Ore 16:
Escursione pomeridiana nell’isola. Conosciuto il falco pellegrino ribattezzato da noi “Lama”, famosissimo sindacalista degli anni ’70 e ’80, non perchè fosse un vero falco, ma perchè come questo volatile difendeva gli operai come la madre difende i suoi falchetti.

Ore 18.30:
Chiacchierata con l’amico Arturo, caposquadra dell’Ente foreste e capo spirituale di 15 lavoratori barbaricini che stanno facendo un servizio prezioso sull’isola. Parlando con loro sentiamo l’unione fra il mondo operaio industriale e quello delle campagne.

Ore 19:
È ormai buio. Riflettiamo su quanto arriva dal mondo esterno. Qualcuno, una minoranza insignificante, pensa che noi siamo in villeggiatura. Sappiano che il fatto che le nostre pene siano appena alleviate dalla bellezza della natura che ci circonda, non ci fa dimenticare la situazione in cui siamo. Salutiamo anche loro.

Qualche scatto sull’azione di protesta di ieri…

Qualche scatto sull’azione di protesta di ieri…

Foto di gruppo dei partecipanti all’accensione dei lumicini

(Foto Sardies)

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Il dirigente di Gioventù Cristiana, Pietro Serra

(Foto Sardies)

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Lumicini in Piazza d’Italia

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Alessandra Giudici (Presidente della Provincia) e Pietro Serra dirigente di Gioventù Cristiana

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Lumini ancora accesi il giorno dopo l’accensione

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Veduta complessiva dei lumicini con alle spalle il Palazzo della Provincia di Sassari