COMUNICATO STAMPA / Ostie consacrate all’interno dell’ex Questura occupata di Sassari. Gioventù Cristiana: «Pesante vigliaccheria che colpisce i cattolici». Pronte azioni di protesta
18 lug
COMUNICATO STAMPA
Oggetto: Ostie consacrate all’interno dell’ex Questura occupata di Sassari. Gioventù Cristiana: «Pesante vigliaccheria che colpisce i cattolici». Pronte azioni di protesta.
«Una pesante vigliaccata che colpisce il sentimento religioso di tutti i cattolici non solo sassaresi». E’ durissimo il commento che arriva dall’associazione Gioventù Cristiana di Sassari, dopo la pubblicazione di alcune foto sul social network “Facebook” contenenti alcune Ostie consacrate all’interno dell’ex Questura occupata a Sassari. «Non ci aspettiamo in questo caso, così come lo è stato per i precedenti, l’intervento di alcun prelato – commenta seccamente il dirigente dell’associazione, Pietro Serra – Siamo abituati al “silenzio sapiente” della nostra gerarchia. Da alcuni mesi gli stessi che ora oltraggiano quello che per i cattolici è il Corpo di Cristo, hanno affisso nel Largo Sisini un Babbo Natale crocifisso. Anche in quel caso tutti vedono e nessuno parla». Poi l’affondo: «Vi è anche tra le istituzioni qualcuno con la memoria breve. Abbiamo saputo che ai “residenti” dell’ex Questura è stata attaccata la luce e a breve lo sarà anche l’acqua. Continuiamo invece a denunciare il pessimo stato di degrado in cui vivono le famiglie dell’ex asilo di via Bottego che da anni sono abbandonate a se stesse. Per loro un leggero contributo senza aver garantita nè luce, nè acqua».«Non escludiamo – conclude – di occupare anche noi qualche sede al fine di ottenere ascolto da chi ha competenza in materia». Intanto fonti del Comune fanno sapere che a breve si parlerà del caso anche in Consiglio.
Ufficio Stampa “Gioventù Cristiana”
Tel: 345 / 1272536
Web: www.gioventucristiana.org
Gremio dei Falegnami
17 lug
Tratto da Wikipedia
Il Gremio dei Falegnami (o Gremiu di li Masthri d’ascia nella parlata locale) è la corporazione che riuniva i Falegnami che praticavano il loro mestiere nella città di Sassari e che si riunivano per praticare riti religiosi in comune
La Confraternita degli Angeli
Anticamente i Falegnami era riuniti ( insieme ai Muratori e ai Piccapietre) sotto la protezione della Madonna degli Angeli. All’interno della Confraternita nacquero presto dei dissapori dati dal fatto che i muratori , ritenuti i lavoratori più prestigiosi della confraternita, soppraffacevano gli altri mestieri nella cariche di comando. I malumori non cessarono mai, ma momenti di tregua seguivano momenti di forti tensioni, verso il XIX secolo la situazione divenne insostenibile.
Fondazione del gremio
Nel ’800 la confraternita si divise dando origine a tre distinti gremi (dei quali solo il Gremio dei muratori aveva diritto a un candeliere). Come già citato inizialmente al gremio non fu data la possibilità di partecipare alla Faradda perché non veniva considerato degno di parteciparvi. Ma ben presto il declino della festa portò il comune e la curia a ricorrere a misure estreme, fra le quali l’avvicinamento dei Felgnami alla festa
L’ingresso alla Festha Manna
Dopo il ritorno dei Sarti anche i Falegnami furono ammessi alla festa non solo per la ragione già citata ma anche per la presenza certa di documenti che attestavano la loro presenza al momento del formulamento del voto (Insieme ai Muratori Dal 1921 il Gremio partecipa alla grande processione con un Candeliere costruito dai Fratelli Clemente (Famosi mobilieri sassaresi di fama nazionale che facevano parte del gremio). Il gremio fu in oltre uno dei fondatori dell’Intergremio (1979).
Candeliere
Il candeliere dei Falegnami è un candeliere relativamente recente. Fu infatti costruito nel 1921.
Base
La base del candeliere è di colore bianco che è colore predominante con bordature oro. Vi è rappresentato lo stemma del comune di Sassari.
Fusto
Il fusto del candeliere, è altresì bianco con bordature oro. Al contrario degli altri candelieri di Sassari non vi è rappresentato uno dei patroni del gremio ma solo i simboli della maestranza non dipinti ma in rilievo. Vi ritroviamo: squadra, tenaglia, sega e martello
Capitello
La sommità del candeliere, anch’essa bianca riporta i patroni del gremio. sul lato frontale ritroviamo San Giuseppe patrono del gremio; sul retro la Sacra Famiglia compatrona. Durante la Faradda è ornato con le bandierine rappresentanti gli obrieri delle precedenti edizioni della Faradda, se queste non sono bianche, sono di solito delle varianti dell’Azzurro o del Blu
Bandiera
la Bandiera del gremio è di colore azzurro damascato. Su un lato vi è l’immagine del patrono San Giuseppe, sull’altra quella della Sacra Famiglia compatrona del gremio. Si nota che come gli altri due gremi della confraria degli angeli, il colore della loro bandiera è una tonalita di Azzurro, ma in passato la loro bandiera è stata anche di colore bianco.
Festa
La festa grande del gremio si svolge il 10 e 11 maggio ed è denominata Festa del voto. La festa minore invece si svolge il 19 marzo.
Gremio dei Fabbri
16 lug
Tratto da Wikipedia
Il gremio dei fabbri, è una antica corporazione di arti e mestieri della città di Sassari (Gremio).
Storia
Il gremio dei fabbri vanta lo statuto più antico tra le corporazioni di Sassari, risalente al 1521, mentre le ordinanze su questo mestiere sono risalenti ai codici di Ugone III de Bas-Serra del 1381.
Il gremio, dopo una pausa di circa 40 anni (durante i quali operava esclusivamente per organizzare la messa in onore del patrono sant’Eligio), ha ripreso a svolgere le proprie attività nella cattedrale di San Nicola, dove si era trasferito il 18 luglio 1515, mentre in precedenza festeggiava nella chiesetta di Sant’Eligio fuori le mura.
Ricorrenze
La “festa maggiore” si svolge il 1 dicembre, festa del patrono sant’Eligio, con la nomina dell’”operaio maggiore”.
Il 25 giugno si svolge invece la “festa piccola”, con la nomina dell’operaio minore”.
Anticamente questa corporazione eleggeva i suoi capi mastri il giorno del Corpus Domini con un sorteggio che si teneva nella chiesetta di Sant’Eligio.
Bandiera e costumi
La bandiera è color cremisi e contiene l’effigie di Sant’Eligio; la divisa dei gremianti è di foggia spagnolesca e si compone di cappa, casacca, bottoniera (in damasco nero per gli anziani e rosso per i novizi), pantaloni neri e cappello alla don Basilio.
Partecipazione alla faradda
In virtù della tradizione storica e delle attività del gremio nel periodo delle pestilenze, lo stesso è stato autorizzato a partecipare alla storica faradda con un proprio candeliere, il quale è stato benedetto nella cattedrale il 2 dicembre del 2006 dall’arcivescovo di Sassari, Paolo Atzei.
L’annessione del gremio dei fabbri alla discesa ha provocato malcontenti, questo perché secondo i rappresentanti degli altri gremi antichi, i fabbri, al pari di altri gremi che ancor oggi non sono autorizzati a partecipare alla Faradda, non avrebbero sciolto l’antico voto alla Vergine Assunta.
Candeliere
Il candeliere è di color rosso fuoco, elemento del lavoro dei fabbri: è l’unico di questo colore che prende parte alla faradda, mentre il candeliere ugualmente rosso del gremio dei macellai (detto anche gremio di San Maurizio) non prende parte alla discesa.
Diversamente dagli altri candelieri, rimane addobbato per la festa sino al termine della festivita di Sant’Eligio. Risiede nella cappella di Sant’Eligio nel duomo di Sassari.
La base del candeliere è ornata con finiture e quadrati color oro. Al centro di ogni quadrato color oro vi è una torre, simbolo di Sassari, controllata da due grifoni rampanti. Sopra questo riquadro, la scritta “Gremio dei Fabbri”.
Il fusto reca sulla fronte l’effigie del vescovo sant’Eligio e sul retro i simboli della maestranza. Su tutto il fusto sono disegnati dei motivi decorativi color oro.
Sui lati dell’ottagono che costituisce il capitello del candeliere sono riportate delle placche in bassorilievo con impressi alternatamente Sant’Eligio e i simboli della maestranza.
Le banderuole che lo sormontano, simboli dei passati “obrieri maggiori” sono di vari colori: bianche, verdi, rosse, gialle e blu.
Altri gremi dei fabbri e affini
Altri gremi dei fabbri (o dei fabbri e affini) della Sardegna sono:
* Alghero: denominato gremio di sant’ Aloy, gemellato con quello di Sassari e riguardante anche gli orafi.
* Cagliari: gremio degli argentari e orefici, antica corporazione oggi estinta
* Iglesias: gremio degli orafi e argentieri, partecipante alla discesa dei candelieri nella città sulcitana, ma in attesa di candeliere.
Gremio dei Contadini
15 lug
Tratto da Wikipedia
Il Gremio dei Contadini è una delle antiche Corporazioni di arti e mestieri di Sassari che ancora oggi prende parte alla vita religiosa e culturale della città.
Storia
I Contadini sono passati nella storia col nome di “Zappadori”
I Contadini nella Sassari medioevale
Fra gli inizi del XIV secolo e la fine del XVI si ebbe a Sassari la formazione dei Gremi ad imitazione delle Gilde e delle Corporazioni del centro Italia e della Spagna. I Gremi sassaresi erano in tutto uguali a quelli “continentali” infatti avevano rigidi statuti e regole, ma in qualcosa Sassari si era differenziata, nel territorio del comune si formarono anche delle confraternite a carattere agro-pastorale, fra di queste di distinguevano gli Agicoltori che ebbero grande potere politico ed economico. Nella tradizione popolare gli Agricoltori erano suddivisi in diverse classi nel caso in cui possedessero grandi terreni o piccoli appezzamenti oppure lavoravano la terra altrui:
* Li Massai ossia i grandi proprietari terrieri e i latifondisti
* Gli Orthulani cioè coloro che possedevano dei terreni di modeste dimensioni adibiti per lo più alla coltivazione di ortaggi e di piccoli alberi da frutto
* li Zappadori e i Narbonai che non possedevano terreni ed erano assunti alla giornata dai Massai
La Confratenidad du poble
Nel 1531 i Contadini facevano parte ufficialmente della confraternita du poble insieme ai Massai sotto la protezione della Madonna del bosco e con un cappella nel Duomo. Il loro candeliere occupava ( nel periodo aragonese) il penultimo posto ma successivamente occupo l’ 8 e ultimo. Le tensioni del gremio, presenti sin della nascita, per il diverso ruolo occupato dai Contadini e dai Massai, continuò anche dopo i cambio della patrona ( la madonna delle grazie) e il trasferimento a San Pietro in Silki.
Il Gremio dei Contadini
L’avversità storica portò nel 1803 alla scissione del gremio ed alla fondazione di un gremio autonomo sotto la protezione di San Giovanni Battista acclamato con col titolo ‘’Di la neura’’ (della nebbia) portatrice della peronospora che distruggeva vigne e orti.
Il ‘900 e i giorni nostri
Il novecento si aprì in maniera festosa con la riammissione del gremio alla Faradda (1937) con la consegna del cero dei Pastori al gremio. Ben presto il candeliere divenne famoso per l’energia con cui i portatori lo facevano danzare e la sua fama accrebbe insieme a quella del gremio. Nel 1979 fu tra i gremi fondatori dell’intergremio e Gavino De Rosas gremiante anziano fu eletto primo presidente dell’associazione.
Ricorrenze
La festa grande del gremio dei contadini è il 22 giugno e si protrae per diversi giorni. Viene festeggiato San Giovanni Battista detto “della Nebbia” dal gremio.
Bandiera
La bandiera del gremio è di colore Cremisi. Vi è riprodotto sopra San Giovanni Battista della nebbia così come è riprodotto sul fusto del candeliere.
Candeliere
Per lunghi è anni è stato di colore bianco. Scoprendo però durante un restauro una cromia verde, si è deciso di portare il candeliere al suo antico colore. Il candeliere era lo stesso del gremio dei pastori. Nel 1927 è stato donato dall’ Associazione per la cultura e le tradizioni popolari ai Contadini dopo che il gremio dei Pastori si è disciolto.
Base
La base è molto semplice ed è bianca al centro e verde nella cornice. Sul lato sinistro vi è la scritta Agricoltori che ricorda l’ antica appartenenza alla contraria du pobre con massai e ortolani.
Fusto
Anch’esso di colore verde reca l’ effige della maestranza e l’ immagine del patrono San Giovanni della Nebbia (San Giovanni Battista) nell’ atto di battezzare il Cristo.
Capitello
Decorato e intagliato di colore Bianco e verde non reca effigi. Quando è ornato oltre alle multicolori bandiere dei suoi obrieri, reca anche spighe e ramoscelli di alberi da frutto.

