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Madre Teresa di Calcutta

Cento anni fa nasceva Madre Teresa

New Delhi, (Ansa) – Con una messa solenne nella casa generalizia delle Missionarie delle Carita’ sono iniziate stamattina le celebrazioni per il centenario della nascita di Madre Teresa, la suora di origine albanese diventata simbolo della carita’ cristiana.

La funzione e’ stata celebrata dal cardinale Telesphore Placidus Toppo di Ranchi insieme ai vertici della chiesa del Bengala Occidentale.

Per l’occasione Papa Benedetto XVI ha inviato un messaggio alla madre superiora Mary Prema in cui descrive la missionaria come un ”inestimabile dono di Dio” e ”modello esemplare di virtu’ cristiana”.

Nella piccola cappella al primo piano del quartiere generale dell’ordine fondato 60 anni fa, sono giunti anche numerosi pellegrini da tutto il mondo.

Diversi eventi sono stati organizzati in India, paese di adozione della suora beatificata da papa Wojtyla sette anni fa. A New Delhi e’ stata inaugurata una mostra del fotografo indiano Ragu Rai, autore di un celebre scatto della madre in preghiera, sponsorizzata dall’Unesco. Dopodomani la presidente indiana Pratibha Patil presentera’ una moneta da 5 rupie dedicata al centenario.

Silvio Berlusconi

La Costituzione dimezzata

Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei “cinque punti” non riceva rapidamente la fiducia del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai “formalismi costituzionali”. Così lo sappiamo dalla sua viva voce: in Italia comanda solo lui, grazie alla “sovranità popolare” che finora lo ha votato.

La Costituzione in realtà dice: «La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Berlusconi si ferma a metà della frase, il resto non gli interessa, è puro “formalismo”. Quanti italiani avranno saputo di queste parole? Fra quelli che le hanno apprese, quanti le avranno approvate, quanti le avranno criticate, a quanti non sono importate nulla, alle prese come sono con ben altri problemi? Forse una risposta verrà dalle prossime elezioni, se si faranno presto e comunque, come sostiene Umberto Bossi (con la Lega che spera di conseguire il primato nel Nord e, di conseguenza, il solo potere concreto che conta oggi in Italia). Ma più probabilmente non lo sapremo mai. La situazione politica italiana è assolutamente unica in tutte le attuali democrazie, in Paesi dove – almeno da Machiavelli in poi – la questione del potere, attraverso cento passaggi teorici e pratici, è stata trattata in modo che si arrivasse a sistemi bilanciati, in cui nessun potere può arrogarsi il diritto di fare quello che vuole, avendo per di più in mano la grande maggioranza dei mezzi di comunicazione.

Uno dei temi trattati in queste settimane dagli opinionisti è che cosa ci si aspetta dal mondo cattolico, invitato da Gian Enrico Rusconi su La Stampa a fare autocritica. Su che cosa, in particolare? La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). Quale delle due metà deve fare “autocritica”: quella che ha scelto il Cavaliere, o quella che si è divisa fra il Centro e la Sinistra, piena di magoni sui temi “non negoziabili” sui quali la Chiesa insiste in questi anni? A proposito. Ivan Illich, famoso sacerdote, teologo e sociologo critico della modernità, distingueva fra la vie substantive (cioè quella che riassume il concetto di “vita” mettendo insieme, come è giusto, e come risponde all’etica cristiana, tutti i momenti di un’esistenza umana, dalla fase embrionale a quella della morte naturale) e ogni altro aspetto della vita personale o comunitaria, a cui un sistema sociale e politico deve provvedere.

Il berlusconismo sembra averne fatto una regola: se promette alla Chiesa di appassionarsi (soprattutto con i suoi atei-devoti) all’embrione e a tutto il resto, con la vita quotidiana degli altri non ha esitazioni: il “metodo Boffo” (chi dissente va distrutto) è fatto apposta.

Famiglia Cristiana

Immigrati

Cei: Italia vincolata a Ue su espulsioni immigrati

Città del Vaticano, (Ansa) – La tesi del ministro dell’Interno Roberto Maroni, secondo cui in tema di immigrazione e’ il momento di fare un passo in piu’ ed arrivare alla ”possibilita’ di espellere anche i cittadini comunitari”, trova subito l’opposizione della Chiesa italiana, che richiama invece al ”diritto di insediamento e movimento” stabilito dall’Unione Europa. ”Il governo italiano non puo’ autonomamente decidere in riferimento a una politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento”, e’ l’altola’, dettato dai microfoni della Radio Vaticana, da monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro Maroni ha plaudito all’espulsione dei rom decisa in Francia dal governo Sarkozy, che in questo ”sta copiando l’Italia”, e per il futuro ha promesso misure ancora piu’ dure. Il titolare del Viminale ha parlato di ”espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari”, per chi viola ”la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro” (reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita). Inoltre, ha detto, ”le espulsioni dovrebbero essere possibili per tutti i cittadini comunitari, non solo per i rom”. Per i vescovi italiani, pero’, i rimpatri decisi da Sarkozy, ”sono illegittimi”, perche’ – dice mons. Perego – ”riguardano sostanzialmente persone che hanno il diritto di movimento in Europa e d’insediamento”. Secondo il direttore di Migrantes, ”la Francia purtroppo ha seguito la strada dell’Italia di un’espulsione indiscriminata dei rom”. Un’espulsione che, a suo dire, ha generato ”nuovi campi abusivi”, ”ancora abbandono della popolazione rom” e ”l’annullamento di tutta una politica sociale che era stata fatta per la scolarizzazione dei bambini”. Inoltre, per mons. Perego, ”l’azione che avviene contro i rom oggi non e’ un’azione di politica migratoria – non dimentichiamo che anche in Italia l’80% dei rom e’ italiano – ma e’ una politica discriminatoria nei confronti di una popolazione”. Anche secondo il portavoce della Comunita’ di Sant’Egidio, Mario Marazziti, le espulsioni decise dal governo francese possono ”incoraggiare sentimenti sbagliati nella popolazione francese ed europea, portando a pensare che ci possano essere cittadini di serie A e di serie B”. In risposta a quanto affermato dal ministro Maroni, poi, il vicepresidente della Commissione Affari Europei, Enrico Farinone (Pd), ha detto ”no a forzature delle norme comunitarie. Espellere anche i cittadini comunitari, come vuole Maroni, vorrebbe dire nei fatti tentare di far morire Schengen”. Mentre per il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, ”il governo fa un uso distorto, discriminatorio e razzista di principi incontestabili come il diritto alla sicurezza e il rispetto della legalita”’. Sandro Gozi, capogruppo del Pd nella commissione Politiche della Ue di Montecitorio, chiede al ministro dell’Interno di ”venire a riferire in parlamento sulle sue intenzioni”. In sintonia con Maroni e’ invece Isabella Bertolini della direzione nazionale del Popolo della Liberta’, secondo cui ”la linea dura, ribadita dai vertici del Pdl, contro la presenza di stranieri irregolari e’ quello che ci vuole. Poco importa che siano comunitari e quindi anche rom, o extracomunitari. Chi non ha i titoli per rimanere in Italia deve essere espulso”. Pienamente d’accordo con la linea dura di Maroni si e’ detta Mariastella Gelmini: ”sono favorevole alle espulsioni dei cittadini anche comunitari, e condivido appieno la posizione del ministro Maroni a riguardo. Non e’ possibile infatti – sottolinea in una nota il ministro dell’Istruzione – che il Governo italiano legittimi situazioni di palese illegalita’ e di non rispetto delle regole”.

Arrostita a Sassari

Mercoledì ritorna l’Arrostita

Sassari, (Sardies) - Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento enogastronomico della festa dei Candelieri, l’Arrostita, che precede la Faradda di qualche giorno. Mercoledì 11 agosto il Comune e i circoli di Sassari a partire dalle 20,00 offriranno gratuitamente a cittadini e turisti carne arrostita e verdure grigliate. L’Arrostita dei Candelieri verrà ospitata ancora una volta in piazza Mazzotti e avrà come sponsor ufficiale il gruppo Conad Tirreno che affiancherà l’Amministrazione Comunale nell’organizzazione della manifestazione. Il menù comprenderà 25 quintali di carne tra pancetta, salsiccione e fettine di cavallo, 65 cassette di melanzane, 6 quintali  di pane, 70 litri di olio, 100 kg di sale, 2500 litri di vino rosso di Jerzu, 3500 litri di acqua, 700 kg di carbone, 12mila piatti in plastica, 12mila bicchieri, 12mila posate, 168 grembiuli in stoffa, 168 capellini, 168 magliette. Non mancherà l’accompagnamento musicale a cura dell’ Associazione Folk Sardegna che si esibirà nella rassegna di canti popolari “Tutt’umpari pa la Ziddai”. La ditta Container si occuperà anche dell’allestimento delle postazioni dei cuochi dell’arrostita.

Lunedì 16 agosto sarà invece lo spettacolo pirotecnico al Lido di Platamona a cura della ditta Container a chiudere come di consueto i festeggiamenti per la Discesa dei Candelieri. Alle 21,30 verranno “sparati” oltre un centinaio di chili di esplosivo che daranno vita alle suggestive coreografie pirotecniche tra artifici sferici e candele romane, a cura della ditta Egidio Piano, che intratterrà il pubblico sassarese anche con suggestivi giochi sullo specchio dell’acqua antistante il tratto tra il Lido Punta Bianca e Lido di Sassari. Intorno alle 22,00 è in programma il concerto del gruppo musicale dei Malinda Mai, che interpreteranno canzoni di Fabrizio De Andrè.

Gli appuntamenti collaterali alla Faradda, che si svolgerà sabato prossimo 14 agosto, sono stati presentati dal sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, dal responsabile di Conad Tirreno per la Sardegna Michele Orlandi, da Checco Cadoni della ditta Container e dai rappresentanti dei circoli cittadini. Questa sera (lunedì) alle 18,30 a Palazzo Ducale si terrà una riunione per definire gli ultimi dettagli.

I Malida Mai – I Malinda Mai germogliano dall’incontro di artisti sardi uniti da una lunga esperienza professionale. Hanno formato nel 1998 l’orchestra omonima, prendendo ispirazione dalla musica classica, dal repertorio popolare della tradizione musicale sarda, celtica e dell’america latina in genere. Hanno all’attivo la registrazione di cinque compact disc e numerosi concerti tenutisi su tutto il territorio nazionale. Da molto tempo l’orchestra Malinda Mai, attualmente formata da12 elementi di ottimo livello, desiderava rendere  omaggio a Fabrizio De Andrè, per questo motivo – da un’idea del violinista del gruppo Antonello Manca – si è giunti al progetto “dedicato a De Andrè”   che gli ha portati in breve tempo ad essere considerati attualmente i migliori interpreti del grande cantautore genovese.

Tentato furto reliquie Padre Pio

Tentativo furto reliquie Padre Pio

San Giovanni Rotondo, (Ansa) – Un tentativo di furto di alcune reliquie di San Pio da Pietrelcina è stato impedito dal vetro antisfondamento che ricopre una teca incastonata in un altare. E’ accaduto la scorsa notte in una cappella del cimitero di San Giovanni Rotondo che ospita le tombe di numerosi frati minori cappuccini. Le reliquie custodite nella cappella, a quanto si è appreso, sono costituite da alcuni capelli, una garza che avvolgeva il costato insanguinato e un paio di guanti. I resti del frate con le stimmate sono dallo scorso 19 aprile nella chiesa inferiore del santuario a lui dedicato, ideato dall’architetto Renzo Piano, dopo il trasferimento dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie.

I ladri, a quanto si è appreso, sono entrati nella cappella, larga circa tre metri e lunga circa cinque, protetta da una cancellata, dopo aver sfondato una finestra. Giunti all’interno, hanno cercato di rompere la teca, in bagno d’oro, con un oggetto appuntito riuscendo solo a scalfire il vetro. Sono infine fuggiti. Indagini sull’episodio sono in corso indagini da parte dei carabinieri del comando provinciale. In un’altra cappella dello stesso cimitero sono custodite le tombe dei genitori di padre Pio, di un fratello e di altri familiari.

SALMA IN SANTUARIO DA 19/4 - La salma di San Pio da Pietrelcina fu traslata lo scorso 19 aprile nella nuova chiesa benedetta da papa Benedetto XVI il 21 giugno 2009. Dal settembre 1968 era custodita nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’urna con le reliquie e’ stata collocata nella chiesa inferiore del santuario, costruito su progetto dell’architetto Renzo Piano, costellata da mosaici che rievocano episodi del Vangelo. Il giorno della traslazione, il 19 aprile e’ coinciso con il quinto anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Benedetto XVI e con l’apertura del 126/mo Capitolo ordinario dei frati cappuccini della provincia religiosa di Sant’Angelo e padre Pio. Le spoglie del frate con le stimmate, dal giorno della tumulazione (26 settembre 1968), non avevano mai lasciato la cripta inferiore di Santa Maria delle Grazie.