La Nuova Sardegna

LibertAria Sassari Viva all’attacco di Gioventù Cristiana su “La Nuova Sardegna”. La nostra risposta

La vicenda dei manifesti del MOS accusati di blasfemia da un’associazione cattolica potrebbe stare benissimo tra le “curiosità” che i giornali pubblicano ad Agosto, quando nulla di importante succede e le pagine si riempiono di notizie prive di reale interesse.
A Sassari invece di certe cose si occupa addirittura il Consiglio Comunale, evidentemente a corto di argomenti di maggiore interesse.
Siamo curiosi di conoscere quali saranno i contenuti di un così “pregnante” dibattito politico: si discuterà della somiglianza tra il soggetto dei manifesti pubblicitari di un ballo e l’iconografia cattolica? Ci si accapiglierà sul messaggio diseducativo di un fumatore dallo sguardo beato? Si discetterà circa la luce alle spalle del personaggio (un’aureola o un difetto di grafica)?
È difficile esimersi dall’ironia in occasioni simili, perché la religione e la libertà di espressione sono due cose serie, che non meritano di essere trattate in questo modo.
Un manifesto può essere bello o brutto, di buono o di cattivo gusto, e gli autori si prendono la responsabilità di fronte a una città, fatta di tante persone che possono avere sull’argomento idee estremamente diverse.
Che cosa c’entri la politica in un dibattito estetico per noi però è duro capirlo.
A meno che non c’entri qualcosa il fatto che tra qualche mese si vota e che il caso sia buono per chi voglia accreditarsi in pubblico come campione del sentimento religioso o della laicità. Entrambi gli argomenti ci sembra abbiano diritto a un maggiore rispetto.

Giampiero Muroni

Presidente LibertAria Sassari Viva

Associazione politica e culturale

RISPOSTA

Gentilissima redazione,

Con la presente intendo rispondere al signor Giampiero Muroni in merito alla polemica tra Gioventù Cristiana ed il Movimento Omosessuale Sardo. Inizio con l’affermare che tale testo non è nuovo. Già un sito vicino a LibertAria di Sassari lo pubblicava come comunicato stampa. Nulla di nuovo dunque, ma vado al centro del discorso.

In questo caso non si è trattato solo di affissioni di indubbio gusto da parte del Mos. Si è trattato invece di affissioni blasfeme in luoghi non autorizzati. Ricordo – a scanso di equivoci – che l’affissione abusiva è un reato, se in più mettiamo la gravità che quelle immagini avevano allora non capisco il senso di alcune affermazioni del signor Muroni. La segnalazione da parte del Consigliere Antonello Sassu, era seguita ad una mia personale sollecitazione affinché queste provocazioni nei confronti di quelli che sono cattolici cessassero. Al di là di questo credo comunque che la politica debba tutelare i cittadini. Con il democratico strumento delle elezioni amministrative siamo noi ad eleggere quelli che saranno i nostri rappresentanti al Comune quindi non vedo il motivo di tanto stupore se l’argomento è stato discusso alla presenza del Consiglio Comunale.

In ogni caso già lo scorso anno, a maggio, Gioventù Cristiana aveva lanciato tramite gli organi di stampa la deriva “cristofobica” che il Mos stava assumendo. L’immagine con Gesù che al posto del Sacro Cuore aveva i 4 mori che si baciavano e 2 uomini nudi affianco, poi la Madonna col Bambino ed i fiocchetti dell’Aids. Non so se anche in quel caso erano amici o amiche brasiliane del presidente del Mos ma certo è che sarebbe intellettualmente scorretto e falso affermare che l’immagine del personaggio che fumava non era l’immagine universalmente conosciuta del Cristo.

In conclusione mi sorge una domanda. Che non sia anche la lettera del presidente di LibertAria un modo come un altro per recuperare voti dalla parte opposta?

Pietro Serra

Dirigente nazionale Ass. “Gioventù Cristiana”
I precedenti del Movimento Omosessuale Sardo e del suo presidente

I precedenti del Movimento Omosessuale Sardo e del suo presidente

Gusti sessuali e Dico, quasi rissa in aula

Mercoledì 14 Marzo 2007 – (La Nuova Sardegna)

Sassari – «Sono stato oggetto di una violenta aggressione verbale da parte del presidente del Mos, che mi ha apostrofato come “schifoso fascista». Ha provocato un piccolo terremoto la dichiarazione di Antonello Sassu, che ieri ha riferito al consiglio di un episodio avvenuto venerdì scorso nei corridoi di Palazzo Ducale. «Questa persona mi ha accusato di ledere i diritti degli omosessuali – ha detto Sassu -. Non accetto intimidazioni all’interno di questo palazzo, è necessario che i consiglieri, che rappresentano tutta la città, vengano tutelati».
La presa di posizione piuttosto morbida della presidente Spanedda, testimone dell’episodio, non è piaciuta a Sassu e ai consiglieri del centrodestra, che hanno espresso la loro solidarietà al collega dell’opposto schieramento, chiedendo inoltre una condanna ferma da parte della presidente del consiglio. A quel punto gli animi si sono surriscaldati e il consigliere di maggioranza Tonino Falchi ha chiesto a gran voce le dimissioni di Monica Spanedda, arrivando poi a un durissimo scontro verbale con il sindaco Gianfranco Ganau.
Il presidente del Mos, Massimo Mele, dal canto suo ha fatto sapere di confermare il giudizio espresso su Sassu: «Lui è tra quelli che hanno bloccato l’istituzione del registro per le coppie di fatto – ha detto Mele -. Discrimina le persone solo per i gusti sessuali, non riconoscendone i diritti: questa è una posizione omofoba, da fascista. Tanto è vero che è stato applaudito solo dal centrodestra. Forse è con loro che deve stare. C’è stata una discussione dai toni accesi, non un’aggressione verbale. Sassu vuole forse dire che i semplici cittadini non possono contestare i loro rappresentanti? Gli ricordo che io ho comunque preso il triplo dei suoi voti».