Gremio dei Macellai

Candeliere del Gremio dei Macellai con l'immagine di San Maurizio

Due registri di verbali degli anni 1946 – 1979

di Antonio Fauli

Per quanto il Gremio dei Macellai posto sotto il patrocinio di San Maurizio abbia origine, come festa del Santo martire, nella seconda metà del XVI secolo, a tutt’oggi non siamo in possesso di documenti che diano notizie sulla formazione associativa (Gremio) dei macellai di Sassari.
Le notizie che disponiamo sono esigue ed estremamente frammentarie ( ). Grazie alla gentile cortesia del signor Luigi Loriga, che mia ha concesso di esaminare e trascrivere due re-gistri «Gremio San Maurizio – Verbali» e «Gremio San Maurizio – Entrate e Uscite», da lui stesso gelosamente conservati, siamo in grado di poter conoscere la struttura componenziale e diverse nomine degli incarichi sociali che, come negli altri gremi sassaresi, che annualmente venivano nominati. Purtroppo questi due «Registri», storicamente risalgono ad un periodo a noi molto vicino (1946 – 1979); Ad ogni modo, getta luce sulla storia di gran lunga precedente a questo periodo.
Benché siamo in pieno XX secolo, le notizie riportate in queste poche pagine sono indi-cativi sulle le spese che si sosteneva ogni anno per i festeggiamenti del loro santo patrono. Veniamo a sapere che ogni macellaio, pur se non faceva parte del sodalizio laico-religioso, si quotava ogni settimana della somma di £ 200. L’amministrazione della festa di San Maurizio era affidata, come per tutti gli altri gremi di Sassari, all’Operaio Maggiore (Obriere), il Fisco ed il Segretario. Il «Registro dei Verbali» apre la sua annotazione sulla donazione del simulacro di San Maurizio donato dal sig. Antonio Raimondo fu Giuseppe e dalla sua consorte Andria Costantina. Era dovere del Gremio che ogni obriere nell’itinerario della festa doveva far passare il santo in casa del donatore. La statua, costruita in cartapesta nel 1946, è opera di Elio Pulli; questa rappresenta il Santo con il suo naturale abbigliamento romano del III secolo. At-tualmente questo simulacro è conservato in casa del sig. Luigi Loriga. Oltre alle notizie che so-no elencate per le feste civili celebrate da autorevoli artisti musicali della nostra isola, vi sono menzionati i nomi dei macellai presenti ad ogni capitolo di spesa ed in qualche raro caso quello del celebrante e della chiesa in cui si praticava il culto religioso, ad esempio, benché per diversi anni abbiano celebrato i festeggiamenti civili e religiosi in diverse chiese, non vi è mai men-zionata quella delle Monache Cappuccine ed in quella di San Francesco (chiesa dei Cappucci-ni), di quest’ultima abbiamo una foto col gremio sull’ingresso principale della chiesa.
Altra notizia importante che apprendiamo da questi registri è quella della presenza di un regolamento statutario che regolava questo Gremio, infatti nel «Registro dei Verbali» alla pagina 10 troviamo: c) Saba Salvatore di Giovanni Maria e di Bollita Pietrina, nato a Torralba (Sassari) il 21 luglio 1924, domiciliato a Sassari Via Grazia Deledda N° 76 – i quali chiedono di divenire soci effettivi dichiarando che ne accettano tutta la disciplina del Gremio conforme sia nelle tradizioni come sugli ordinamenti del sodalizio.
Vi sono menzionati, gli incarichi sociali di Obriere Maggiore, Obriere Minore e Obriere di Cappella, ed anche in questo caso ci troviamo nella stessa costituzione gremiale del tutto si-mile agli altri gremi di Sassari.
Per quanto riguardano i due simulacri di San Maurizio, i macellai oggi, come nei secoli trascorsi porta in processione quello ligneo del XVI secolo “abbigliato” in stile cavalleresco Secentesco. Quello donato dai coniugi Poddighe nel 1946 fu portato in processione dal 1946 al 1970 dalla chiesa della SS.ma Trinità, e da questo anno fino al 1980 in quella delle Monache Cappuccine; fece quindi ritorno alla chiesa della Trinità nel 1980, dove ancora oggi festeggia il proprio culto a San Maurizio portando in processione il simulacro ligneo Seicentesco. Non è noto l’anno, o gli anni, in cui festeggiavano nella chiesa di Sa. Francesco (Cappucci).
Nel trascrivere qui appresso il due «Registri» di questo gremio ho tralasciato le diverse voci in cui sono elencati i capitoli dei versamenti e raccolta di finanziamenti versati dai soci del Gremio e dagli operatori della stessa categoria. Il mio impegno è finalizzato alla ricerca storica del Gremio che, anche se velatamente, ci trasmette quelle notizie fondamentali sull’assetto so-ciale laico-religioso.
L’unico tasto dolente di questi due registri è l’intercalarsi dell’assenza di diversi anni che non vengono riportati, e non sappiamo il motivo. Dobbiamo senz’altro escludere la mancata presenza numerica di soci, così come di disposizione economica, forse perché non vi era la disponibilità di un amanuense che trascrivesse i verbali o quant’altro. Ad ogni modo, per quanto asseriscono gli anziani che fanno ancora parte di questo Gremio, i festeggiamenti in onoro di San Maurizio nella chiesa della SS.ma Trinità, in quella di San Francesco, o nelle Monache Cappuccine non sono mai mancati.
Purtroppo, come in tutte le cose di questo mondo, le trasformazioni e le trasposizioni tradizionali e religiose divengono oggetto di inesorabili mutamenti. Tuttavia, per quanto questi fatti avvengono, da parte dei macellai di Sassari non è mai venuta a mancare la fede cristiana e la devozione al proprio santo patrono San Maurizio, sia esso “abbigliato” come Primicerio della Legione Tebea (o Tebana) del III secolo, o come cavaliere del XVII secolo.

San Maurizio con affianco il Candeliere del Gremio dei Macellai

Un breve ritorno alla chiesa madre

Di Antonio Fauli

Il 27 settembre 1998 in occasione della festa di San Maurizio, fu battezzata la nuova bandiera del Gremio, padrino della quale era l’avocato Gian Felice Pilo. Terminata la cerimo-nia del Battesimo e del «l’intregu», il gremio e numerosi partecipanti, in particolare alcuni componenti della confraternita di San Giacomo ed i rappresentanti dell’Integremio, si sono recati alla chiesa di San Giacomo per portare il reverenziale saluto della nuova bandiera alla cappella di San Maurizio, ricordando in questo modo un’antica tradizione.
Non c’è dubbio, quest’ultima domenica di settembre a Sassari si è vissuto un particolare momento della storia dei suoi gremi che mancava da qualche secolo: quella dell’antica festa di San Maurizio nella chiesa di San Giacomo. In questa occasione gli ingredienti storici di questo culto vi erano tutti, in particolare quando il simulacro del santo martire che quasi un secolo dopo ha rivisto, anche se per un momento, la sua antica chiesa d’appartenenza. Da notare che quando i portatori sono entrati con il simulacro equestre di San Maurizio nella seicentesca chiesa di San Giacomo, per i componenti del gremio e per quelli dell’Ordine Cavalleresco di San Maurizio, la commozione era inevitabile. Questo Gremio non ha mai avuto il proprio Candeliere, ma visto quanto detto finora, non è da escludere l’ipotesi che partecipasse, assieme agli altri gremi, alla tradizione oblazione del cero, alla Vergine SS.ma Assunta la sera del 14 agosto.

San Maurizio, venerato nella chiesa della SS. Trinità di Sassari

Il culto di San Maurizio a Sassari

di Antonio Fauli

Il culto di San Maurizio a Sassari era già praticato nel 1635 per volontà del nobile cittadino sassarese Don Giovanni Ansaldo nella chiesa di San Giacomo. Questa festa si celebrava, come la si fa ancora oggi, il 22 settembre, e vi partecipavano i Crociati (Ordine Cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro).
Il Marchese Don Andrea Cugia regalò a questa chiesa, con testamento del 7 agosto 1785, la reliquia di S. Maurizio, fatta venire da Roma, dentro un reliquario di argento, « perchè da los cavalleros de la Sagrada Religion y Real orden Militar del detto santo, sia venerata nel giorno della festa, che si fa ogni anno alli 22 settembre ». Don Vittorio Quesada, nominato «Guardiano dell’Ordine Cavalleresco» fra gli anni 1879 e 1896, curò nei minimi particolari la festa di questo Santo, dove, per l’occasione, sul simulacro equestre venne collocata l’insegna dei Grandi Ufficiali dell’Ordine Cavalleresco: un manto rosso con la croce dei santi Maurizio e Lazzaro. Che Don Vittorio Quesada fosse insignito dell’Ordine Cavalleresco dei santi Maurizio e Lazzaro ce lo conferma l’Arma (scudo araldico) che sovrasta l’ingresso del palazzo omonimo che si trova al n. 19 B nella Via Pettenadu. In questo scudo araldico, sotto l’insegna catalana, vi è la croce trilobata dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Resta ora da risolvere il dilemma del perché oggi questo culto si celebra nella chiesa della SS. Trinità, dilemma che potrebbe risolvere un epitaffio funerario inciso in una lastra di marmo che si trovava in questa chiesa.
Fino alla fine degli anni Trenta del XX secolo, nella chiesa della SS. Trinità si trovava una lapide funeraria dove vi era ricordato il «Can. Gavinu Oracio». Da ciò se ne può desumere che durante il periodo dei restauri eseguiti nella chiesa di San Giacomo nel 1876, il Canonico qui sepolto e citato nell’epitaffio funerario, in attesa della fine dei restauri avesse trasferito il simulacro equestre di San Maurizio nella chiesa dei Trinitari per continuare a celebrare il culto voluto per atto testamentario del 7 agosto 1785 dal marchese di Sant’Orsola. Questa ultima ipotesi potrebbe essere avvalorata dal fatto che nel 1800, allontanati i padri Trinitari, la chiesa fu dal governo adibita a ospedale militare. Nel 1823 fu riconsacrata al culto per opera della confraternita di Santa Croce. La gestione del culto celebrata di questa chiesa fu affidata ai canonici che avevano sede in un edificio, «la Canoniga» (la Canonica, come è denominata), posto accanto alla chiesa di San Giacomo; per cui è possibile che nella chiesa della SS. Trinità, curata da un canonico, la festa in onore di San Maurizio si celebrava con la solita solennità.
Alla componente che curava il culto di San Maurizio nella chiesa di San Giacomo, oltre il ceto nobiliare, facevano parte anche elementi esterni all’Ordine, coadiuvati da un presidente (Operaio Maggiore?) eletto fra di loro; per cui si può ipotizzare che fra questi vi fossero anche mercanti locali, e perché no anche delle carni, dai quali discendono i componenti dell’attuale gremio dei Macellai. L’anello storico, quindi, che unisce la chiese di San Giacomo alla SS. Trinità in occasione della festa di San Maurizio lo si può rilevare anche dall’elmo posto sul capo dei due simulacri equestri del Santo che si trovano nelle rispettive chiese; questi sono decorati con tre piume, o pennacchi, dove quella centrale svetta fra quelle laterali. Tutto questo potrebbe stare ad indicare che uno di questi simulacri fosse stato trasferito nel 1876, anno in cui si intraprese il restauro della cupola nella chiesa di San. Giacomo, alla chiesa della SS. Trinità dal “Can. Gavinu Oracio”, o comunque un suo successore, dove si è continuato fino ad oggi a praticare la devozione e la festa del Santo martire Maurizio.
Quest’ultima parte è solo una ipotesi, ma forse non siamo lontano dalla realtà viste le insegne araldiche che il simulacro di San Maurizio, conservato nella chiesa della SS Trinità, porta scolpito in altorilievo sul petto. Se le cose fossero andate in questo modo, Don Vittorio Quesada per alcuni anni avrebbe, assieme al comitato, o gremio, organizzato questa festa nella chiesa dei Trinitari negli anni 1879 – 1896. Sulla componente responsabile di questa festa sappiamo che «Erano, tanto è vero, a contribuire nel secolo scorso (1700, n.d.a.), gli insigniti della onorificenza Mauriziana, anche se non nobili, fra i quali annualmente veniva nominato un presidente (l’Operaio Maggiore?)».
Di un cavaliere Macellaio, sicuramente del ceto o gremio dei mercanti delle carni, ne abbiamo notizia all’inizio del secolo XVIII. Il 23 giugno 1700 il popolo mosse lamenti e proteste all’Amministrazione Civica contro un certo «Cavaliere macellaio» perché si era impossessato arbitrariamente di un banco speciale per la vendita delle carni. Purtroppo da questa notizia non è possibile rilevare né il nome né l’Ordine di questo «cavaliere macellaio». Tuttavia, visto l’emblema araldico riportato nel simulacro e nel quadro, entrambi del Seicento, oggi in possesso dei mercanti delle carni, non poteva essere altro che un Cavaliere, anche se non del ceto nobiliare, dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro; tutto questo è solamente una ipotesi, certo, ma, lo ripetiamo, crediamo di non essere lontani dalla realtà.
Per il ceto mercantile sassarese non era necessario un regolamento statutario che disciplinasse la loro attività mercantile. I rappresentanti di maggior spicco che componevano l’amministrazione del Comunali di Sassari nel secolo XIII erano di forte ascendenza mercantile. Erano questi che decidevano le sorti dell’assetto giuridico, ma soprattutto economico attraverso i Consigli Maggiore e Minore. Questa ipotesi la possiamo avvalere dagli ordinamenti capitolari compilati da questi intraprendenti mercanti pisani, si tra di ordinanze consolari. Conosciamo ad esempio, i seguenti Brevi:
Breve Consulum Curiae Mercatorum Pisanae Civitatis – An. MCCCV.
Breve dei Consoli della Corte dell’Ordine de’ Marcanti – An. MCCCXXI., finalizzati al culto dell’Oblazione del cero alla Vergine SS. Assunta la sera del 14 agosto, ma non alla professione mercantile. Ordinamenti che imponessero il controllo e la disciplina al potente ceto dei Mercanti non appaiono neanche nel Breve di Pisa. Tutto questo, dal momento che il ceto dei Mercanti non fu mai sottoposto a rigorose norme statutarie, ci induce a credere che al Gremio dei Mercanti di Sassari, che fino ai primi anni dell’Ottocento espletavano il Voto del Candeliere, facessero parte anche i mercanti delle carni; va tenuto conto, e non si capisce il perché, che il sodalizio dei Mercanti non si ritenne mai un Gremio alla pari degli altri che si trovavano a Sassari. Tuttavia sul finire del XVIII secolo il ceto o gremio dei macellai lo troviamo presente a Sassari.
Il Parlamento Sardo riunitosi a Cagliari il 14 agosto 1795 ci conferma la presenza del gremio dei macellai a Sassari. Si riporta dal volume degli Acta Curuarum Regni Sardiniae la recensione e il documento in oggetto: 1795 agosto 14, Cagliari (Palazzo viceregio).
Durante la seduta antimeridiana in primo luogo lo Stamento militare approva una supplica per l’allontanamento dall’impiego del sostituto avvocato fiscale regio della Reale Governazione di Sassari Giuseppe Bellì; indi nomina i membri di una commissione composta da alcuni membri degli Stamenti e da rappresentanti dei sobborghi incaricata di apportare modifiche al listino dei prezzi previa convocazione di tutti i gremi. I tre Stamenti si riuniscono quindi in seduta congiunta per ascoltare la lettura della supplica al sovrano sulla situazione di Sassari, inoltre deliberano sulla nomina di due giudici aggiunti presso la Reale Governazione, sull’ordine di arresto di un cittadino e sulla richiesta di ammonizione di un sacerdote che sparlano pubblicamente degli ordini del governo. Durante la seduta pomeridiana vengono approvate le memorie sugli oggetti deliberati nel corso della mattinata.
«Addì 14 agosto [1795] alla mattina. Radunatosi ecc.
« [1°] – Si è letto un promemoria, ove si prega a Sua Eccellenza per la sospensione delle patenti a favore di don Giuseppe Bellì pro avvocato fiscale regio in Sassari, quale è stata unanimemente approvata.
« 2° – Si è eccitato, affinché possa venirsi ad una perpetua sistemazione, e tassamento dei viveri, e richiamarsi ad osservanza il pregone dell’anno scorso a tale oggetto emanato, esser necessario farsi una congrega di tutti i ceti dei pescatori, macellai, rigatieri, ed artisti, uno per volta, a cui dovranno intervenire due membri d’ogni Stamento, un membro del Magistrato civico, i sindaci, e probiuomini dei sobborghi, nella qual congrega dovrà essere interpellato ogni rispettivo ceto, o gremio a dichiarare tanto il prezzo dell’articolo, o della arte, che quello vende, od eserce, come anche la pena dei contravventori, e preso in disamina il sovraesposto eccitamento, si è trovato utile, ed è stato approvato da tutti i tre Stamenti e perciò si è deliberato di pregare Sua Eccellenza per mezzo delle tre prime voci a doverne concedere il permesso, e quindi si è passato alla nomina dei deputati per parte di questo Stamento, e sono stati eletti il commendatore Grondona, e don Gian Antonio Terol.
In seguito si è letta, ed approvata da tutti i tre Stamenti uniti in questa stanza sul medesimo oggetto la supplica da umiliarsi a Sua Maestà relativa ai fatti di Sassari, di cui nelle precedenti sessioni.
Inoltre sulla notizia d’essere stati aggiunti alla Reale Governazione i signori professori giudice Manfredi, ed avvocato Pinna Crispo, persone, che non hanno la confidenza del pubblico, si è pregato Sua Eccellenza con altro promemoria che si degni surrogare i due avvocati collegiati Domenico Solis, e Giammaria Soggia Mundula, che godono della pubblica estimazione».
A questo punto è quanto mai palese l’esistenza di un’associazione che accorpava i mercanti delle carni a Sassari; e che lo statuto ricordato da anziani componenti dell’attuale Gremio dei Macellai altro non era se non un regolamento finalizzato esclusivamente alla propria festa patronale, più che all’esercizio del commercio delle carni.
Per quanto concerne l’esistenza di uno statuto in uso da questo gremio si cita un brano del «Registro dei verbali di spesa» nel Verbale datato 4 ottobre 1948, in merito all’accettazione di tre nuovi soci, è riportato: Saba Salvatore di Giovanni Maria e di Bollita Pietrina, nato a Torralba (Sassari) il 21 luglio 1924, domiciliato a Sassari Via Grazia Deledda N° 76 – i quali chiedono di divenire soci effettivi dichiarando che ne accettano tutta la di-sciplina del Gremio conforme sia nelle tradizioni come sugli ordinamenti del sodalizio. Essendo essi informati dagli eletti di tutti i doveri, i presenti riconoscendo in essi le prerogative per diritti di poteri divenire socio ad unanimità.
Per quanto riguarda la festa di questo Santo nell’Ottocento, sulle pagine della Nuova Sardegna troviamo che per le solenni celebrazioni in onore di San Maurizio, la facciata della chiesa dei Trinitari (Santa Croce, come appare nel quotidiano sassarese del 1° settembre 1898) è stata adeguatamente addobbata con luminarie e festoni. Sempre nello stesso quotidiano, nel mese di settembre del successivo 1899 troviamo menzionata la festa di San Maurizio con sublime fastosità e devozione sempre nella chiesa della SS. Trinità: «Domani gli scortichini celebrano la festa di San Maurizio con messa solenne e panegirico detto dal teologo Temelio (La Nuova Sardegna, 1 ottobre 1899)». Verso il 1897-98 al gremio di San Maurizio si associarono gli Scortichini, che già festeggiavano nella stessa chiesa il proprio patrono San Bartolomeo.
Per quanto riguarda un corpo statutario che disciplinasse questo gremio, come si ricordano i discendenti di anziani veterani, possedeva una pelle di capretto dove vi erano riportati i capitoli del proprio Statuto. Purtroppo, oggi, di questo regolamento non vi è più traccia. A questo punto, al riguardo di capitoli che disciplinavano il ceto dei Macellai va fatta una considerazione storica di fondo. Il ceto mercantile di Sassari, come in altre località dell’Italia medioevale, non poteva disciplinare le attività commerciali diffuse nelle botteghe o nelle piazze e corti dove queste si svolgevano. Dalla storia delle corporazioni artigiane apprendiamo che i gremi che esercitavano l’arte e i mestieri, quali i Fabbri, i Falegnami, i Sarti, i Muratori, i Calzolai, dovevano sostenere un lungo tirocinio per poi sostenere l’esame attraverso la pre-sentazione di un capo d’opera, senza questo riconoscimento nessuno poteva esercitare una di queste professioni e tanto meno aprir bottega; tutto questo era sancito da capitoli statutari ben precisi. Anche i lavoratori della terra, Ortolani, Massai ed affini erano soggetti a regolamenti statutari, ma questi non obbligavano, come gli associati alle corporazioni artigiane, a fare alcun esame per esercire il proprio lavoro, così come non era previsto alcun calmiere sui prodotti agricoli e pastorali.

Foto storica del Gremio dei Macellai

Le notizie storiche del Gremio dei Macellai

di Antonio Fauli

La Maestranza dei Macellai di Sassari la troviamo menzionata nel Codice degli Statuti Sassaresi del 1294; nel quale troviamo: Cap. LXIL — Dessos taverrargios, et comente sa petha se vendat in su macellu (Dei macellai e di come deve essere venduta la carne nel macello). Fra l’altro in questo Capitolo di ordinanza statutaria sono esposte le regole del buon funzionamento del Macello ed il relativo costo del prodotto messo in vendita a Sassari. Nel 1700, si ha notizia di un Cavaliere, nobile sassarese di nascita, che occupa un particolare banco per la vendita delle carni. Per quanto il popolo lamenti questo arbitrio, non ottiene risposta dai responsabili amministratori municipali. Di questo Cavaliere non ci è dato sapere il nome, tuttavia è certo che si tratta in un personaggio importante del ceto mercantile sassarese accorpato all’antico gremio dei mercanti scomparso alla fine dell’800.
In un Parlamento Sardo, celebrato a Cagliari il 14 agosto 1795 si propone ai Macellai, menzionato col titolo di Ceto o Gremio, un adeguato calmiere per la vendita delle carni, un regolamento, questo, che ripropone il Cap. LXIL del Codice degli Statuti Sassaresi duecenteschi.
Nella Storia dei Gremi di Sassari pubblicai le notizie storiche di questo Gremio sulla base di quanto fino ad allora conoscevo in merito. Oggi, alla luce di varie ricerche e studi, trovo che questo Gremio ha caratteristiche storiche particolarmente diverse da quelle che ho descrit-to nella precedente edizione curata da Carlo Antero Sanna. Ciò che hanno suscitato in me profonda attenzione e curiosità sono state le due croci trilobate che l’immagine di San Maurizio porta effigiata sul petto del simulacro ligneo e nella raffigurazione del santo in un quadro, entrambi di autore ignoto del Seicento. A questo punto ho capito che era quanto mai interessante dare uno sguardo alla storia dell’Araldica Sarda, ma soprattutto Italiana. Dopo lunghe ed estenuanti ricerche trovo che la croce trilobata effigiata sul simulacro equestre ligneo ed in quello dipinto nel quadro, ho trovato che questa croce era il simbolo araldico dell’Ordine Cavalleresco dei santi Maurizio e Lazzaro. Di San Maurizio martire del IV secolo, festeggiato il 22 settembre, prima di intraprendere gli avvenimenti storici dei due santi in oggetto, è bene conoscere la figura di questo primicerius condottiero romano della legione Tebea.