Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI

Londra, prevista marcia di protesta contro la visita del Papa

Londra, (LaVoce.it) – Il gruppo di attivisti ‘Protest the Pope’ ha organizzato una marcia di protesta in occasione della visita del Santo Padre in Inghilterra, prevista per il 18 settembre. A detta degli organizzatori, “la marcia ha lo scopo di bloccare la strada alla processione del Pontefice, diretto al St. Mary College”.

Altri movimenti affiancheranno quello principale dopo che alcune fonti governative hanno confermato i costi complessivi della visita londinese di Benedetto XVI. Solamente per la veglia di Hyde Park verranno spesi quasi due milioni di euro per la sicurezza; in totale il breve soggiorno del Pontefice costerà alle casse britanniche circa 14 milioni di euro.

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Papa: Usare le cose senza egoismo o sete possesso

Roma, (ApCom) – “Usare le cose senza egoismo, sete di possesso o di dominio, ma secondo la logica di Dio, la logica dell’attenzione all’altro, la logica dell’amore”. Il Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell’Angelus insieme ai fedeli e ai pellegrini presenti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ha richiamato il discorso di Gesù ai discepoli sul “valore della persona agli occhi di Dio e sull’inutilità delle preoccupazioni terrene”. “Non si tratta di un elogio al disimpegno – ha detto il Papa -. Anzi, ascoltando l’invito rassicurante di Gesù ‘Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno’ il nostro cuore viene aperto ad una speranza che illumina e anima l’esistenza concreta: abbiamo la certezza che ‘il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova’”.

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Ecco i nemici della Chiesa che “sperano” nello scandalo pedofilia

Il Sussidiario.net – Non c’è menzogna più grande di una verità strumentalizzata. Mi riferisco all’ormai quotidiano dibattito sulla pedofilia nella Chiesa. Sì, è vero, si tratta di un fatto: vi sono sacerdoti e religiosi che si sono macchiati di azioni orribili, a danno di bambini o ragazzi innocenti, violati nel loro pudore, nella loro dignità, nella loro libertà. Però, questo fatto, come tutti, va compreso, inquadrato in un contesto, spiegato, e persino quantificato. Altrimenti non si capisce nulla.

Per questo, insieme a Massimo Introvigne, Giuliano Guzzo, Lorenzo Bertocchi e Luca Volonté, capogruppo del Ppe al consiglio d’Europa, abbiamo curato un libretto intitolato “Indagine sulla pedofilia nella Chiesa” (Fede & Cultura, 2010; pagine 75, euro 6. Con uno scopo, appunto: capire veramente cosa è successo e cosa sta succedendo. Ebbene, in poche righe, i fatti, quelli importanti, mi sembrano questi.

Anzitutto esiste da ormai parecchi anni, a partire dai mitici anni Sessanta, un aumento generale del fenomeno pedofilia, che è difficile non collegare con la cosiddetta “rivoluzione sessuale” esplosa nel 1968 e caratterizzata da slogans del tipo: “Il sesso è tuo, liberalo”; “Lotta dura contro natura”; “Abolisci ogni divieto” ecc. Sono gli anni della contestazione alla famiglia, dell’esplosione della pornografia, della cultura della droga e dell’“abolizione di ogni tabù”; gli anni in cui non pochi intellettuali e rivoluzionari, soprattutto a sinistra, parlano di “diritto alla sessualità dei bambini”, di liceità dell’incesto e amenità simili.

Ne nasceranno elogi della pedofilia e manifesti pubblici in suo favore, ad esempio su Liberation, con firme eccellenti: Daniel Cohn Bendit, Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang… In Italia, negli anni Novanta, un editore vicino ai radicali, Stampa Alternativa, arriverà a pubblicare “Diario di un pedofilo” allo scopo dichiarato di «prendere di petto gli ultimi tabù, la pedofilia e l’incesto». Senza che ciò desti nessuno vero scandalo. Questo aumento della pedofilia, piuttosto sdoganata anche culturalmente, colpisce in particolare, la realtà più distrutta dalla cultura nichilista contemporanea: la famiglia. E’ qui, infatti, che si consumano la stragrande maggioranza degli abusi su minori, per opera di padri, patrigni, madri, zii, amici di famiglia, amanti, conviventi ecc…

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Ratzinger ai giovani: “Il rock è diabolico”

La musica hard rock deve essere “purificata”, per evitare che i messaggi satanici in essa contenuti. Possono influenzare i giovani. Così il cardinale Joseph Ratzinger, la più alta autorità morale della chiesa dopo il Papa, parlando della musica “metallara” invita a “fare di tutto affinché questo genere venga un po’ purificato”.
Pur non esitando a sottolineare che non tutte le canzoni rock in commercio sono esposte a questo genere di pericoli il prefetto della Congregazione della Fede conferma che l’hard rock spesso contiene messaggi subliminali diabolici: “In parte è vero. Negli USA ci sono stati addirittura processi davanti ai tribunali dove questa tendenza è stata provata. Ora non so se tutto ciò continua”, ha detto Ratzinger, “certo è che in passato è capitato”.
“Nella musica moderna”, ha affermato Ratzinger, occorre fare una scelta. Occorre discernere. L’hard rock, comunque, è in contraddizione con la Chiesa, perché tira l’uomo in un’altra direzione”. La musica che ascoltano i ragazzi, per il cardinale dovrebbe “rispondere ad un certo umanesimo teso a non distruggere l’anima umana come in certi casi può realmente realizzarsi e certamente si realizza”.
Tra gli artisti del genere maggiormente additati, Alice Cooper, che confessò di appartenere ad una setta satanica; Ozzy Osbourne, ex leader dei Black Sabbath, che venne sommerso di critiche per aver dedicato ad Aleister Crowley, il padre del satanismo moderno, una canzone. Gli Ac/Dc sono sospettati addirittura per il nome scelto dal gruppo, che potrebbe significare (oltre al riferimento alla corrente elettrica), “Anti Christ” e per almeno 23 canzoni esplicitamente sataniche; nel 1978 il gruppo incise addirittura un disco, If You Want Blood,You’ve got it, (“Se vuoi sangue, dattelo da te”), che prefigura la morte di un componente del gruppo, Bon Scott.
Comunque non solo l’hard rock è stato messo sotto accusa: i tanto temuti messaggi subliminali, secondo gli accusatori, si ritrovano in canzoni dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Led Zeppelin, dei Pink Floyd, dei Queen e degli Eagles, mentre in Italia sono stati accusati di aver fatto provocazioni blasfeme i Liftiba e Zucchero.

(19 febbraio 1997)