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Post di Admin
«Ho sepolto il cadavere di Campus»
4 set
Il giallo di Florinas non è più un mistero. Confessa Cristian Nicolae Ciuca e lo fa con dovizia di particolari: «Ho sepolto io il cadavere di Gianfranco Campus, ma lo ha ucciso Angelo Garau con un forcone; doveva essere una spedizione punitiva, dovevamo solo spaventarlo, ma poi Garau è impazzito e lo ha ammazzato».
Confessione - Nella sala interrogatori del carcere di Alghero, il rumeno è un fiume in piena: per otto ore davanti al sostituto procuratore Maria Grazia Genoese, racconta la sua verità sull’omicidio di Gianfranco Campus. Italiano stentato, particolari a non finire, una confessione meditata nei mesi di carcere. La soluzione del giallo di Florinas dal 31 agosto è in un lungo verbale di interrogatorio. Oggi potrebbe essere il giorno della svolta. Alle nove del mattino è previsto un sopralluogo nelle campagne di Florinas. Cristian Ciuca accompagnerà gli investigatori sul posto dove è sepolto il cadavere di Gianfranco Campus, l’allevatore sparito dal suo maneggio nella notte tra il 24 e 25 : «Abbiamo scavato la buca io e Pitallis, in una zona vicino a dei cespugli» confessa Ciuca.
E sull’esecuzione racconta una versione dei fatti ancora non emersa. La notte dell’assassinio inizia con una cena, prosegue in un night alla periferia di Sassari e finisce in sangue in una campagna alla periferia di Florinas.
Particolari - «Quando siamo usciti dal night – ha ricostruito Ciuca nella sua confessione – Garau ci ha proposto una spedizione punitiva nei confronti di un uomo che non conoscevo. Ci ha detto che aveva violentato la moglie, che continuava a fargli dei dispetti. Abbiamo sfondato la porta e siamo entrati in casa, lo abbiamo costretto a salire in auto e una volta arrivati in una campagna in cui non ero mai stato siamo scesi dall’auto. Io lo anche colpito, ma dovevamo solo spaventarlo».
La spedizione punitiva però si trasforma presto in un assassinio: «Gianluca Pittalis aveva una pistola e gliela ha puntata in fronte. Avevo paura che lo uccidesse, ma Gianluca ha un certo punto mi ha fatto l’occhiolino e ho capito che lo faceva solo per spaventarlo. Improvvisamente Angelo Garau si è buttato su Pittalis, lo ha spinto, fatto cadere per terra, imbracciato un forcone e colpito più volte Campus». Poi il colpo di grazia «Quando era a terra lo ha finito colpendolo in testa con una pietra».
Occultamento - Le ore successive sono confuse: «Abbiamo lasciato il corpo di Campus in quella campagna – racconta Ciuca – e nascosto con delle frasche. Il giorno dopo lo abbiamo portato in un terreno di Garau e sepolto vicino a una zona cespugliosa. La fossa l’abbiamo scavata io e Pitallis con una vanga e un piccone».
Questa mattina il sopralluogo decisivo. Per l’assassinio di Gianfranco Campus sono finiti nei guai Angelo Garau, di Codrongianos, 53 anni, imprenditore agricolo e rivale in amore di Campus; Garau è difeso dall’avvocato Ettore Licheri; Gianluca Pittalis, nuorese, 21 anni, servo pastore (difeso da Pasqualino Federici e Erica Dessì); infine Nicolae Cristian Ciuca, rumeno, 40 anni, reo confesso dallo scorso 31 agosto.
Accuse - Il pm contesta loro di avere prelevato l’imprenditore dalla sua casa nelle campagne di Florinas, aprendo con un calcio la porta di ingresso, costringendolo con minacce e percosse a salire su un’auto, per poi trasportarlo fino all’azienda agricola di Garau dove lo avrebbero ucciso. Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di colpi di pistola, mentre Ciuca racconta un’altra versione. Se il rumeno dice la verità, oggi la terra di Florinas dovrebbe restituire il cadavere di Gianfranco Campus.
Maurizio Olandi
(L’Unione Sarda)
L’Europa ha tradito la sua storia e le sue radici spalancando le porte all’invasione islamica
1 set
«Il vecchio continente ha abdicato alla sua storia e ha tradito le sue radici, spalancando le porte all’invasione islamica. Merita di chiamarsi Eurabia. E’ l’Europa che per viltà e convenienza, per cecità e per buio ideologico sta perdendo le sue radici e la sua identità. Mentre l’immigrazione massiccia dal mondo islamico sta generando un continente nel continente che si sviluppa a un tasso di natalità 5 volte superiore a quello degli europei, che porta ovunque modi di vita familiari e comunitari impermeabili all’assimilazione»
Oriana Fallaci




